Ieri la mensa scolastica delle mie due figlie più grandi prevedeva cibo cinese, mentre il 23 maggio è in programma cucina serba; mercoledì 29, invece, nella scuola dell’infanzia frequentata dalla bimba più piccola avrà luogo un incontro con una mediatrice culturale thailandese e a fine anno scolastico è in agenda una grande festa rionale dove verranno raccontate favole in russo, realizzate acconciature tipiche di altri Paesi e offerti assaggini non necessariamente mediterranei.
Sono solo alcune delle lodevoli iniziative portate avanti dall’area educazione del Comune nelle scuole della nostra città per aiutare i bambini e i ragazzi, che di solito non ne hanno bisogno, e attraverso di loro i genitori, a comprendere che il mondo è una grande casa dove c’è posto per tutti, dove ci sono persone e culture diverse che tuttavia possono convivere, dialogare e arricchirsi reciprocamente.
Ormai è una realtà anche a Trieste, basta andare all’uscita di qualsiasi scuola per rendersene conto e sentire bambini di colore o dai tratti chiaramente non nostrani esprimersi in dialetto con estrema disinvoltura.
«Ma come facciamo a distinguervi da quelli che ci vogliono vendere giornali ed accendini?» domanda ad un certo punto una signora ai due studenti camerunesi conosciuti venerdì 17 aprile presso il circolo Acli di Cologna. «Noi già da cento metri capiamo da che parte dell’Africa viene uno» sorride Walter, «ma è chiaro che per voi sia più difficile. Anch’io ci ho messo un po’ prima di cogliere le differenze tra un italiano e uno spagnolo. Ho visto una volta — prosegue — un ragazzo che ha inseguito una signora per almeno cinquanta metri perché voleva venderle non so che libro», sospira.
Infortuni, malattie, ricoveri e decessi: queste le principali conseguenze di una smodata assunzione di sostanze alcoliche. Sono 1220 le persone con problemi alcolcorrelati che nel 2008 si sono rivolte al Servizio di alcologia di Trieste, con un incremento pari a più del 157%. Di queste, 1077 sono state prese in cura. Nella nostra città ogni giorno più di una persona muore a causa dell’alcol, una vera e propria malattia che coinvolge in numero sempre maggiore donne e giovanissimi. Aprile è il mese di prevenzione alcologica: ne parliamo nello speciale.
Domenica 19 aprile, nel pomeriggio, un gran numero di fedeli si è recato a San Giusto per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo e alla consegna della Quaresima di fraternità. Prima dell’inizio è stato spiegato il significato della giornata scelta, denominata “Domenica in albis deponendis”, che rimanda a una tradizione presente nella Chiesa dei primi secoli, quando la notte di Pasqua ai neobattezzati veniva consegnata una tunica bianca da togliere poi l’ottavo giorno.