Ce lo siamo detti più volte: a dominare la società che abitiamo è
l’individualismo esasperato, che porta a rinchiuderci tra “mura amiche”
demonizzando chi pensa, vive, professa o è “diversamente” da noi; un
individualismo che porta a fregarcene letteralmente di ciò e di chi ci
circonda, ad abbandonare il bene comune e la fatica di edificarlo,
lasciando prevalere logiche e interessi di parte: per quelli sì che ci
si spende!
Le “lotte” per il bene della polis, che — nel bene e nel
male — hanno contrassegnato molte epoche della nostra storia portando a
necessari cambiamenti epocali, sono ritenute sterili e improduttive… ma
chi ce lo fa fare? Meglio che ciascuno si occupi del proprio orticello,
meglio farsi gli affari propri.
Anche per questo motivo quelli che stiamo vivendo sono — come li
definirebbe Enzo Bianchi, priore di Bose, citando il noto passo della
Lettera agli Efesini — “giorni cattivi”; viviamo in un’epoca di
profondi mutamenti, in un “mondo in fuga”, secondo la definizione di
Anthony Giddens, un mondo che sembra sfuggire al nostro controllo e ci
impedisce di capire dove stiamo andando.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 settembre 2009 )
Per gentile concessione dell’autore, mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo-vescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio Van Thuan, pubblichiamo di seguito, integralmente, la presentazione dell’Enciclica “Caritas in veritate” al Comitato esecutivo della Cisl, avvenuta il 9 settembre scorso a Firenze.
Come tutte le encicliche sociali anche nella Caritas in veritate si possono riscontrare due livelli. Un primo livello, decisamente il più importante, riguarda l’ottica sintetica assunta dall’enciclica e quindi la prospettiva di ampia portata che essa indica. Questo livello non sarà superato dai tempi, perché non tratta di nessuna problematica specifica particolare, ma legge la storia umana alla luce del Vangelo ed esprime una sapienza cristiana.
Conoscenza e accoglienza: sono queste le due parole attorno alle quali hanno gravitato le iniziative organizzate dalla Comunità ebraica tra sabato 5 e domenica 6 settembre in occasione della X Giornata europea della cultura ebraica (celebrata contemporaneamente in 28 Paesi e in 59 città italiane). Due giorni durante i quali — attraverso visite guidate, concerti, momenti di preghiera e dibattiti — la Comunità ha aperto le porte alla città e condiviso i propri luoghi con tutti i cittadini. Momenti che hanno pure fornito l’occasione per un incontro tra tutte le Chiese cristiane cittadine, ricordando il carattere cosmopolita e multiculturale che da sempre caratterizza Trieste. In questo numero, attraverso la cronaca dei nostri inviati, il desiderio di condividere con i lettori i contenuti di queste due giornate.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 settembre 2009 )
Il 3 luglio 2008 Benedetto XVI firmava il decreto per la beatificazione
di don Francesco Bonifacio, presbitero della diocesi di
Trieste-Capodistria. Il 4 ottobre 2008 nella Cattedrale di San Giusto in Trieste veniva
solennemente proclamato Beato questo figlio della Terra giuliana, quale
espressione di una Chiesa locale che, pur tra molte e gravi
tribolazioni proprie del XX secolo, seppe formare laici e presbiteri
degni di Cristo e a servizio della Chiesa e dell’umanità. La memoria liturgica è fissata l’11 settembre.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 settembre 2009 )
Un sogno di libertà, una fantasia che tutti gli amanti dei grandi spazi hanno nel cassetto: vivere in montagna, in semplicità, accarezzati dal vento, in mezzo alla natura. La realtà delle nostre comunità alpine tuttavia non è così fiabesca. L’emigrazione ha spopolato paesi che un tempo erano fiorenti grazie alla produzione del legno e del latte. Il turismo mordi e fuggi e la mania delle seconde case hanno dato il tocco finale ad un degrado iniziato a partire dagli anni del “boom” economico. Oggi occorre una dose in più di coraggio e fantasia per far rivivere luoghi abbandonati per troppo tempo. Tutti gli articoli nello speciale dossier.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 settembre 2009 )