Due settimane fa, esattamente il 1° maggio, cadeva il quinto
anniversario del grande allargamento ad Est dell’Unione europea. In
quella storica data del 2004 l’Unione accolse 10 nuovi Stati membri, ma
soprattutto caddero gli ultimi baluardi della cosiddetta cortina di
ferro, e fisicamente vennero abbattuti gli ultimi muri, come quello che
separava Gorizia da Nova Gorica nella Piazza della Transalpina.
Dal 1° maggio 2004 fanno parte dell’Unione europea anche Cipro,
Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca,
Slovacchia, Slovenia e Ungheria.
Guerre, carestie e violazioni dei diritti umani fanno aumentare di giorno in giorno la massa di profughi che cercano riparo e una vita dignitosa nella vecchia Europa. In Italia proseguono gli sbarchi e si accende il dibattito tra chi è contrario a priori ad ogni nuovo ingresso e chi sostiene il principio costituzionale secondo cui a ogni persona devono essere garantite incolumità fisica e libertà ed eventualmente lo status di rifugiato. Su questo tema Pubblichiamo uno speciale dossier.
Tra poco più di un mese — in Italia il 6 e il 7 giugno — 375 milioni di elettori, in rappresentanza di 500 milioni
di cittadini, saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo
Parlamento dell’Unione. Nei giorni compresi fra il 4 e il 7 giugno —
con sistemi elettorali differenti da Paese a Paese e sulla base di
liste nazionali — verranno scelti i 736 eurodeputati per la legislatura
2009-2014, chiamati a votare le leggi comunitarie e a dar voce ai
popoli degli Stati aderenti. Nella sezione "saperne di più - politica", una serie di servizi sull'Europa di oggi. Questa settimana ci occupiamo di Europa e crisi economica.
È la città santa per cristiani, ebrei e musulmani, Gerusalemme è patria
spirituale, ma quanto bisogna ancora fare per renderla veramente città
della pace per tutti i popoli, dove tutti possono venire in
pellegrinaggio alla ricerca di Dio e per ascoltarne la voce, una voce
che parla di pace? È la domanda che si pone papa Benedetto, nella
celebrazione della messa nella valle di Giosafat, la valle del giudizio
universale. Città santa. Tutto è racchiuso in un chilometro quadrato più o meno. E
il Papa, come quel biglietto che infila tra le fessure delle pietre del
muro occidentale, si infila tra strade e vicoli per percorrere
quell’itinerario che unisce cristiani, ebrei e musulmani.
II Servizio diocesano della Cultura ed alcuni amici di don Libero organizzano un primo incontro in ricordo dell’opera
e della persona di mons. Pelaschiar. Il titolo è: “Verso le
cime. La persona e l’opera di don Libero” e avrà luogo nel pomeriggio
di venerdì 22 maggio presso l’aula magna del Seminario.
Verranno illustrati i suoi spunti principali di ricerca nell’ambito del
pensiero filosofico, storico e pedagogico, nonché la sua opera quale
sacerdote, educatore e formatore di un laicato adulto nella fede. Pubblichiamo un breve ritratto di don Libero Pelaschiar.