Che sia segno dell’anno giubilare

La Moldova è un luogo dove la nostra Chiesa diocesana ha inteso allargare le sue opere di misericordia, rompendo gli argini dell’amore ed arrivando in un villaggio di quel paese lontano.

Nella Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia, Misericordiae Vultus, Papa Francesco scrive: ”è mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina” (n.15).

Tale espressione fa comprendere l’importanza dell’applicazione delle opere di misericordia nella vita cristiana ed in particolare nel tempo giubilare che stiamo vivendo, come dono di Dio per la nostra personale conversione, che ha inizio proprio nel servizio ai poveri, che Papa Francesco definisce come “i privilegiati della misericordia divina”.

Il concetto evangelico della povertà è molto ampio e va oltre la condizione materiale, per arrivare al cuore dell’uomo debole, fragile, dubbioso ed incerto, ma anch’esso bisognoso della misericordia del Padre. Ma è la radice latina del termine misericordia che ci aiuta a comprendere dei gesti misericordiosi: miser significa povertà e cordis significa cuore, ed insieme indicano la necessità di avere la giusta disponibilità verso coloro che sono in una condizione di bisogno. A conferma di questo c’è l’espressione di Gesù che dice: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”.

Il nostro Arcivescovo, nell’omelia in occasione dell’apertura dell’Anno della Misericordia nella nostra Cattedrale il 13 dicembre scorso riportava a questo proposito: “La beatitudine della misericordia – “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7) – ci insegna che la misericordia è perdono e riconciliazione delle offese ricevute e commesse e che la misericordia è anche solidarietà ed impegno d’amore efficace per i fratelli che sono nel bisogno e nella miseria. In questo contesto e a livello diocesano, si è ritenuto opportuno indicare per le opere di misericordia corporale in Mission Moldova rivolta ai bambini poveri e orfani di quel Paese”…

Il noto passo del Vangelo di Matteo (25, 31-46) chiarisce che un giorno saremo giudicati per come avremo amato e saremo stati misericordiosi verso i nostri fratelli.
Il Giubileo allora è il tempo stupendo della misericordia e tempo per vivere le opere della misericordia, come dono di amore, servizio, disponibilità e riconciliazione con noi stessi e con i fratelli, soprattutto i poveri del Vangelo. Le opere di misericordia sono chiare e ben le conosciamo, ma devono essere messe in pratica lì dove il nostro amore e comunicazione dell’amore misericordioso del Padre che si china sull’uomo per donare il pane della vita terrena ed il pane della vita eterna.

Le opere di misericordia che siamo chiamati a vivere non hanno confini, come ci ha indicato Papa Francesco, che ha voluto un Giubileo diffuso nel mondo, con porte sante aperte nelle grandi cattedrali e nei luoghi della carità, senza escludere i luoghi della sofferenza e della solitudine umana.

La Moldova è un luogo dove la nostra Chiesa diocesana ha inteso allargare le sue opere di misericordia, rompendo gli argini dell’amore ed arrivando in un villaggio di quel paese lontano per portare gesti concreti di servizio, amore, attenzione agli ultimi, delicatezze verso i piccoli e quant’altro possa essere misericordia per questi fratelli.

Il “progetto Mission Moldova”, che il Consiglio Presbiterale Diocesano ha segnalato come opera di misericordia corporale da sostenere in quest’anno giubilare, è un gesto concreto dell’amore misericordioso di una Chiesa che sente il dovere di vivere il Giubileo con gesti stupendi sul territorio, ma con lo slancio missionario che il Papa ha voluto, perché il dono della misericordia non sia il privilegio di pochi fedeli, ma un dono per tutta l’umanità.
Provvidenziale è stato, in questo senso, anche l’incontro di Papa Francesco con il Patriarca Kyrill di Mosca, patriarcato ortodosso dal quale dipende anche la Repubblica di Moldova, per il valore che questo evento assume nell’anno giubilare e per lo slancio tanto atteso che potrebbe trasmettere al confronto tra le chiese cristiane.
Sono tutti segni chiari che ancor di più spingono il cammino dell’Ass.ne Mission Moldova onlus in questa missione, che è annuncio di misericordia con le sue scelte concrete, che è dialogo ecumenico, perché si colloca in un’area dove da troppo tempo domina la paura dell’incontro e della preghiera comune.

Le opere di misericordia oltre ad essere quelle indicate dalla tradizione cristiana, sono anche tutti quei gesti che ci permettono di vivere accanto ai poveri, ma come poveri anche noi altrettanto bisognosi di misericordia, e sempre con la gioia nel cuore, come dice San Paolo, perché “chi fa opere di misericordia, le compia con gioia” (Rm 12,8).
La Moldova è una “missione misericordiosa” che tutti dobbiamo sentire nel profondo nel cuore, perché la carità sia una risposta senza confini al Giubileo… senza confini, come ha voluto Papa Francesco.

SAC. MARIO DE STEFANO

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *