Che il Natale sia un Natale di gioia, di speranza, di pane condiviso

Nel periodo prossimo al Natale il Vescovo partecipa a molti incontri per lo scambio degli auguri. Nella foto l’incontro con i confratelli sacerdoti,
diaconi e seminaristi nella Sala dei Vescovi nella Diocesi di Trieste. Riportiamo qui l’indirizzo di saluto e di augurio del Vicario Generale Mons. Salvadé.

Eccellentissimo Padre,

carissimi confratelli sacerdoti,

carissimi diaconi e seminaristi.

anche quest’anno il Signore ci dona la grazia di contemplare l’adorabile mistero del Natale: Dio assume la nostra natura umana per donarci la grazia di essere consociati alla sua vita divina.

Ogni anno che passa è un anno che ci è donato per entrare sempre più nella profondità di questo grande amore, per esserne interiormente rapiti. E anche se col passare degli anni, qualche volta le forze non sono più quelle giovanili, nel nostro cuore mai vien meno la certezza che non siamo mai abbandonati da Lui.

Ha ragione san Leone Magno a dire che la festa del Natale è festa di gioia!

«Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita».

Quanto abbiamo sperimentato la verità di queste parole nell’anno giubilare che si è recentemente concluso! Il Signore ci è misericordiosamente grato per il nostro comune impegno, specialmente quello del ministero della confessione sacramentale, della consolazione , della paternità e della direzione spirituale!

Stare accanto all’umanità dei nostri fratelli e delle nostre sorelle è stato risentire l’odore della stalla di Betlemme: un odore acre, certo, ma un odore vero, di umanità, di creaturalità. Ecco allora il mistero natalizio: l’odore dell’umanità ferita dal peccato che si mescola all’odore del Dio bambino. è l’odore cui deve giungere il nostro servizio sacerdotale, l’odore della nostra santità, l’odore del nostro ministero non di fare i preti ma di essere preti.

Di questo odore profumerà il 2017 e gli anni successivi, gli anni della visita pastorale. Sarà l’odore della umanità concreta che il nostro Vescovo incontrerà visitando le nostre comunità cristiane.

Eccellenza, confratelli, fratelli nel Signore: buon Natale e buon 2017.

 



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