Cattolici garantiti? Da chi?

Il settimanale dioceano di Udine, La Vita Cattolica, riporta nel numero del 12 dicembre scorso a pagina 17 un articolo dal titolo curioso: “I cattolici sono garantiti”. Il titolo è opportunamente virgolettato, in quanto si tratta della sintesi giornalsitica della posizione espressa dal consigliere regionale del Partito Democratico e possibile segretario regionale Vittorino Boem. Quest’ultimo stava […]

Il settimanale dioceano di Udine, La Vita Cattolica, riporta nel numero del 12 dicembre scorso a pagina 17 un articolo dal titolo curioso: “I cattolici sono garantiti”. Il titolo è opportunamente virgolettato, in quanto si tratta della sintesi giornalsitica della posizione espressa dal consigliere regionale del Partito Democratico e possibile segretario regionale Vittorino Boem. Quest’ultimo stava rispondendo a delle domande sulla vittoria di Renzi alle primarie, vittoria molto marcata anche in Friuli Venezia Giulia. L’articolo spiega che Boem – “che rivendica con orgoglio la sua origine in parrocchia, nell’associazionismo cattolico e soprattutto nella ricerca di praticare il Vangelo anche in politica” – si è quasi arrabbiato quando gli è stato chiesto se nel PD l’anima cattolica si stia progressivamente spegnendo. E’ stato a queto punto che Boem ha voluto “garantire” i cattolici. L’autore così sintetizza il pensiero di Boem: “Conferma il suo (e di altri) ancoraggio ai valori non negoziabili, dalla famiglia alla vita, passando per la libertà di educazione, ma sottolinea che con forza altrettanto insistente bisogna praticare quelli della solidarietà, “anzi della carità”, della giustizia, dell’impegno per il lavoro, “nello stile raccomandato da Papa Francesco”.

Leggendo questo articolo mi sono chiesto chi, nel Pd, secondo Boem, sia in grado di garantire i cattolici. Siccome l’articolo prendeva le mosse dalla vittoria di Renzi, forse Boem si riferiva a Renzi e alla nuova segreteria nazionale. Ma questa non garantisce per niente i cattolici. Già quando aveva sfidato Bersani alle primarie la volta scorsa, Renzi presentava nel suo programma la proposta del divorzio veloce, dell’allargamento della legge 40 e del riconoscimento delle coppie omosessuali. Nelle recenti primarie, come abbiamo ricordato su VN on line, su questi punti il programma di Renzi era perfettamente uguale a quello di Cuperlo e Civati. Ora, mi chiedo come possano i cattolici sentirsi garantiti da uno che vuole che per legge si possa divorziare con una mail, che vuole che con l’inseminazione artificiale anche eterologa si distrugga la natura della famiglia, della procreazione e della filiazione e che desidera che la coppia omosessuale sia riconosciuta legalmente, ben sapendo che questo è il primo passo per permetterle di “avere” figli proprio con quell’allargamento della legge 40 di cui egli stesso si fa promotore. E questo, agli occhi di un cattolico, dovrebbe essere compensato da un impegno nel campo della solidarietà, anzi della carità, e del lavoro? Ma non può esserci impegno in questi campi così forte da giustificare un impegno politico distruttivo in quegli altri. Se non c’è solidarietà verso gli embrioni umani sacrificati, o verso i feti umani abortiti, o verso le coppie formate da uomo e donna che fanno il loro dovere, mettendo al mondo i figli ed educandoli, come si può pensare che ci sia solidarietà in altri campi? Viziata lì, la solidarietà sarà viziata anche altrove. E’ puro cinismo mettere su un piatto della bilancia l’attacco frontale alla legge naturale e sull’altro l’impegno per il lavoro e sostenere che il secondo equilibra il primo.

Ma forse, mi sono anche detto, il riferimento non era tanto a Renzi, quanto a Debora Serracchiani che, oltre ad essere presidente regionale è entrata anche nella Segreteria del Pd con delega alle infrastrutture. Ma anche Debora si è sempre dichiarata allineata perfettamente con l’ideologia del partito sui temi della vita e della famiglia. Quindi, anche qui, che garanzia?

Simili posizioni possono sì garantire i cattolici, ma solo quelli che sulle questioni nevralgiche della legge naturale, della vita e della famiglia, non tengono fede alla propria identità, come ha detto Papa Francesco nell’omelia a Santa Marta del18 novembre scorso.

Io non so se c’è qualcuno che possa politicamente garantire i cattolici. Con ogni probabilità non esiste. Ma sono sicuro che non li garantisce di certo chi contribuisce a leggi che permettano di mettere un bambino concepito in provetta con sei genitori diversi in mano ad una coppia di omosessuali. Non c’è impegno nella solidarietà o nel lavoro che tenga  davanti ad una cosa simile. E lasciamo perdere la retorica della “testimonianza del Vangelo in politica”.

 



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