Biotestamento, il paziente potrà scegliere di morire di fame e sete

Dopo settimane di discussione la legge sul biotestamento è ad un passo dall’approvazione. Stamattina l’aula della Camera ha infatti dato il via libera all’articolo 1 del provvedimento che contiene i punti più discussi e discutibili. In particolare, secondo il testo (che è stato modificato durante la discussione), il paziente potrà rifiutare tutti i trattamenti comprese […]

Dopo settimane di discussione la legge sul biotestamento è ad un passo dall’approvazione. Stamattina l’aula della Camera ha infatti dato il via libera all’articolo 1 del provvedimento che contiene i punti più discussi e discutibili. In particolare, secondo il testo (che è stato modificato durante la discussione), il paziente potrà rifiutare tutti i trattamenti comprese idratazione e nutrizione artificiali, il medico sarà esonerato da ogni responsabilità derivante da questa scelta ma potrà rifiutarsi di staccare la spina. L’articolo è stato approvato a larga maggioranza: 326 i voti favorevoli. Si apre così, anche nel nostro Paese, la strada verso quella che per molti non è altro che “un’eutanasia legalizzata”.

Le novità L’articolo 1 fissa i principi base della legge sul testamento biologico e dispone che la legge “tutela il diritto alla vita e alla salute”, ma anche “il diritto alla dignità e all’autodeterminazione”. Dopo le modifiche introdotte dall’aula della Camera il testo dispone che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata che è espresso in forma scritta o mediante strumenti informatici di comunicazione (anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che la consentano). Ma soprattutto, il paziente avrà il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso, compresa la nutrizione e l’idratazione artificiali che, in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari, sono considerati come trattamenti.

Il ruolo del medico “Il medico – si legge nel testo – è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali. A fronte di tali richieste, il medico non ha obblighi professionali”. Il che, tradotto, significa che viene riconosciuta al medico l’obiezione di coscienza, ma in modo non diretto, come invece ad esempio prevede la legge sull’interruzione di gravidanza, la legge 194.

Fonte: http://www.ilfoglio.it

 



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