Aveva ragione Joseph

Aveva ragione lui. Aveva ragione Ratzinger. Ormai abbiamo le prove. Era il primo di aprile del 2005. Joseph Ratzinger era ancora solo il cardinale Ratzinger. Si era recato dalle monache benedettine di Subiaco e lì, nel suo discorso, disse tra l’altro: «Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione […]

Aveva ragione lui. Aveva ragione Ratzinger. Ormai abbiamo le prove. Era il primo di aprile del 2005. Joseph Ratzinger era ancora solo il cardinale Ratzinger. Si era recato dalle monache benedettine di Subiaco e lì, nel suo discorso, disse tra l’altro: «Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana».

La libertà di opinione dovrebbe permettere di dire che l’unica vera famiglia è quella naturale ed eterosessuale e che le altre non lo sono. Dovrebbe permettere di dire che le pubbliche istituzioni dovrebbero patrocinare questa famiglia senza ridursi a chiedere cosa sia famiglia ai sondaggi di opinione. La libertà religiosa dovrebbe permettere ad un Vescovo o ad un qualsiasi cattolico di dire pubblicamente cosa afferma la sua religione in questa materia. Ed invece oggi questo non è più permesso, perché si tratterebbe di omofobia. Dicendo questo oggi si può perdere il lavoro, si possono subire minacce, si può essere accusati di razzismo, si può venire esclusi e discriminati e, un domani molto prossimo, incriminati.

Ora, come chiamiamo un regime in cui non è permessa la libertà di opinione e di religione? Lo chiamiamo una dittatura dogmatica e totalitaria: «Una confusa ideologia della libertà conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà». Il vero dogma di oggi è che non devono esistere delle verità e sostiene che ritenere di dire una verità è una colpa, colpa che ben presto verrà considerato reato.

In questo modo succede che la tolleranza diventa intollerante. Se la tolleranza viene ampliata al massimo, se si ritiene che tutto debba essere tollerato, allora la tolleranza diventa un assoluto, un nuovo principio dittatoriale. Chi, infatti, dicesse che esiste da qualche parte una verità certa, un errore sicuro, un male sicuramente tale e, come tale, da non tollerare, sarebbe accusato di essere intollerante. Discriminato e condannato al pubblico ludibrio.

Ecco perché in gioco c’è la libertà, cosa che ad ogni giornale, e quindi anche a Vita Nuova, sta molto a cuore. Noi rivendichiamo il diritto e il dovere di dire che se si mette in discussione la natura eterosessuale, complementare tra uomo e donna e aperta alla vita della famiglia si mette in discussione l’uomo e la stessa sopravvivenza della società. Lo diciamo argomentando e senza imporre niente a nessuno.  Cercando solo di convincere. Così facendo, gli intolleranti non siamo noi, ma chi, in nome di una ideologica tolleranza, vorrebbe impedircelo.

In questi giorni Vita Nuova ha sperimentato simili atteggiamenti. Sono arrivate in redazione parolacce e minacce. Vita Nuova on line è stata oggetto di molti commenti offensivi che non abbiamo potuto pubblicare per carità di patria. Posso dire che erano commenti molto deboli sul piano argomentativo e dalle inesistenti fonti scientifiche. Erano molto sofisticati, però, dal punto di vista dell’uso del vocabolario volgare e dell’odio verso la Chiesa.



3 commenti su “Aveva ragione Joseph

  1. natan ha detto:

    Bisognerebbe nel mondo cattolico e sopratutto nell’episcopato, con umiltà, ammettere che c’è una grande anarchia. Provate a trovare un altro vescovo che la pensi perfettamente come Crepaldi. Difficile. Trovate un altro vescovo che in materia liturgica celebri come Ratzinger. Difficile, almeno in Italia. Anche i più filo ratzingeriani, hanno paura a mostrarsi fedeli alla linea del papa. In fatto di morale poi, la cosa si complica ancora di più. La memoria non mi è corta ma pare che qualcuno oggi nonostante riproponga in un altra parte di Italia la stessa domanda che Pilato fece a Gesù. “Che cos’è la Verità? in materia di matrimoni omo la pensa in maniera molto diversa.

  2. gianluca s. ha detto:

    Poco meno di un secolo fa, il grande scrittore Chesterton annotava: “verrà un tempo in cui spade si leveranno per difendere il fatto che l’erba è verde”. Ci siamo arrivati.
    La realtà è più forte dell’ideologia – Muro di Berlino docet. E le manifestazioni di Parigi attestano l’esistenza di un popolo! Cattolici, ebrei, non credenti, musulmani, così come socialisti non radicali e anche esponenti di associazioni omosessuali, hanno serenamente sfilato a favore della famiglia uomo-donna-figli e non contro qualcuno. Ringrazio il Vescovo e Vita Nuova per le ferme e coraggiose posizioni. Ovvio che i cosiddetti cattolici “adulti” (= depotenziati) non muovano un dito.
    Coraggio.

  3. Pierpaolo ha detto:

    Caro Fontana, ma da dove nasce tutto questo pregiudizio e fastidio nei confronti degli omosessuali? Era un po’ di anni che non leggevo il giornale (ho vissuto fuori città negli anni universitari) e ora guardando tutta questa serie di editoriali sono rimasto senza parole … che tristezza, si feriscono e si umiliano le persone e nello stesso tempo si pretende di passare per le vittime. In gioco non c’è la sua libertà di opinione, ma la dignità della vita delle persone

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