Austria docet: il voto dei residenti all’estero rischia di essere manipolato

Schede elettorali per i cittadini residenti all’estero senza timbro e senza vidimazione. Cosa resterà di quel voto una volta che la scheda arriverà in patria?

di Rino Lofido

In Italia fanno molto discutere le schede elettorali referendarie spedite agli italiani all’estero senza nemmeno il timbro di vidimazione, lasciando legittimamente affiorare il dubbio che queste non fossero contate e quindi nemmeno controllabili. Ma se Roma piange, Vienna non ride. Il ballottaggio del 4 dicembre in Austria sarà la conclusione di un’elezione cominciata lo scorso 24 aprile; almeno si spera, perché nuovi dubbi e perplessità avanzano.

Le falle delle procedure elettorali austriache

Il primo turno delle elezioni presidenziali austriache ha portato al ballottaggio il successivo 22 maggio il candidato dei Verdi Van der Bellen e quello della FPO, partito della destra austriaca, Hofer. Al termine di questa tornata elettorale sono stati scrutinati 4.637.046 voti ed il candidato Van der Bellen è risultato vincitore con uno scarto di 30.863 voti.

Subito erano però circolate insistenti voci su presunte irregolarità nello spoglio, soprattutto riguardo i voti espressi per posta, circa 700mila, voci che avrebbero trovato riscontro anche in alcuni verbali di diverse sezioni di voto.

Dopo adeguate indagini e verifiche, la Corte Costituzionale austriaca, con la sentenza WI 6/2016-125 del 1 luglio 2016, ha dichiarato nullo il risultato del ballottaggio, ordinando la ripetizione dello stesso.

Fa una certa impressione leggere le 175 pagine della sentenza, perché questa fa emergere tutte le falle del sistema elettorale austriaco, che certamente non mette al sicuro la libera espressione popolare.

In Austria si può votare al proprio seggio di circoscrizione, ma anche in un qualsiasi seggio nazionale o spedendo il proprio voto per posta, il che non esclude, come accaduto lo scorso 22 maggio, che qualcuno, per sbaglio, possa trovarsi nella possibilità di votare due volte (Punto 27 della sentenza, Pag. 22). Ci sono stati addirittura dei casi in cui è stato permesso di votare a ragazzi sotto i 16 anni.

Chi vota per posta deve inserire la scheda elettorale sulla quale ha espresso il suo voto in un’apposita busta che dovrà essere chiusa e spedita inserendola a sua volta in un’altra busta preaffrancata, entrambe fornite dal ministero.

Per lo spoglio la legge prevede l’obbligatorietà della presenza della preposta autorità distrettuale dell’ufficio elettorale ai fini del controllo della regolarità dell’apertura delle buste e del conteggio dei voti; voti contenuti in buste aperte sono considerati nulli.

78 mila voti irregolari

La legge prevede che lo spoglio dei voti pervenuti entro le ore 17.00 del giorno del voto avvenga a partire dalle ore 9.00 del giorno successivo, ma successivamente al ricorso fu accertato che in diversi distretti l’apertura delle buste è avvenuta già a partire dalle 17 del 22 maggio e senza la presenza dei funzionari preposti.

A pag. 96 della sentenza, par. 179, riguardo al voto espresso per posta, la Corte costituzionale, per escludere pericoli di manipolazioni o abusi, ha rimarcato la necessità di attenersi severamente alle disposizioni di legge in merito all’apertura delle buste.

In seguito agli accertamenti, quasi 78mila voti risultano irregolari e visto l’esiguo scarto con cui Van der Bellen ha vinto sul contendente, nonché considerando che teoricamente tutti quei voti sarebbero potuti essere stati espressi anche solo per uno dei due candidati, la Corte costituzionale ha deliberato per la ripetizione del ballottaggio.

Scheda senza timbri e vidimazioni

Tutto verrà quindi messo in regola? Un dubbio può rimanere, considerando come ancora una volta gli elettori potranno votare per posta: la scheda elettorale è un comune foglio di carta A4, da 120-140g/mq, privo di timbri, filigrane o quant’altro e la busta nella quale questo viene inserito è una comune busta gialla, tipo quelle usate dagli enti pubblici, senza loghi, timbri ecc..

Legittimo allora che un elettore si chieda che garanzie possa avere circa il rispetto del suo voto, sul corretto conteggio o, volendo essere un pochino maliziosi, sul fatto che in qualche seggio non venga aggiunta nei conteggi qualche scheda in più, magari fotocopiata…



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