Arrivederci, Mons. Rocco

E’ morto Monsignor Rocco. Avrebbe compiuto 92 anni in luglio e desiderava andare dal Papa per il settantesimo della sua ordinazione. Pubblichiamo le parole con cui avrebbe concluso l’omelia di domani, domenica 27 aprile.

Ieri, 25 aprile è morto Monsignor Rocco, insigne ed amato sacerdote della diocesi di Trieste, che ha molto amato la Chiesa e questa Chiesa tergestina. Lunedì la signora Laura, che abitualmente lo accompagna con la sua macchina, si era recata a prenderlo. Si aspettava di vederlo come sempre nel cortile del Seminario, dato che don Rocco viveva alla Casa del Clero. Si stupì  per la sua strana assenza. Andò allora alla Casa del Clero e notò che le finestre della camera di Mons. Rocco erano chiuse. Ciò la confermò nell’ipotesi di una disgrazia. Con una copia della chiave entrò nella camera e purtroppo vide il corpo di Mons. Rocco rannicchiato a terra. L’ipotesi è che si sia alzato per telefonare e chiedere aiuto nel malore ma non ce l’abbia fatta. Subito dopo sono arrivati il 118, il medico legale, il Vicario Generale Mons. Salvadé e il personale della Casa del Clero.

Monsignor Rocco avrebbe compiuto 92 anni in luglio. Seguiva con molto amore tutte le inizative della diocesi. L’anno scorso aveva partecipato con entusiasmo alla Festa di Vita Nuova da cui abbiamo tratto la foto di questo articolo. Ogni sera la signora Laura lo portava nella chiesa di Santa Teresa per confessare. La stessa signora Laura rivela che Mons.  Rocco aveva due grandi desideri. Uno era di andare a Roma dal Papa in occasione del 70mo anniversario del suo sacerdozio che si sarebbe celebrato il prossimo dicembre; l’altro era di riuscire ad avere qualche resto del corpo del Beato don Bonifacio.

Mons. Rocco era molto vicino alla comunità parrocchiale di Santa Teresa dove celebrava la messa domenicale. Tra le sue carte abbiamo trovato le parole con cui egli avrebbe voluto concludere l’omelia di domani, domenica 27 aprile. Le riportiamo qui sotto come ultimo saluto nella preghiera:

“Ora come  comunità credente con gratitudine possiamo dire al Signore Gesù  Cristo con fede e affetto le medesime parole di San Tommaso: “Signore mio e mio Dio!”. Queste  espressioni saranno l’annuncio reciproco ad accostarci al Cuore misericordioso che si attende per darci la sua gioia”.

 



Un commento su “Arrivederci, Mons. Rocco

  1. enzo gomba ha detto:

    sono stato amico di Don Rocco. Ho avuto questo previlegio.
    Ho partecipato alla sua tristezza per essere considerato un intruso nella chiesa che lui aveva fatto costruire. Ha dato tanto e ricevuto poco. Nessuno ha avuto la sensibilità di accorgersi del suo disagio. Ora che è morto, le belle parole che si diranno, saranno parole vuote.

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