Apologia di Leia Organa, principessa di Alderaan

Non si può dire che la principessa Leia Organa Amidala Skywalker di Guerre Stellari, al secolo Carrie Fisher, sia fisicamente invecchiata bene. Lo scontento dei fans della saga era nell’aria e ora gliel’hanno detto in faccia: “cara Carrie ti sei lasciata andare; non hai fatto come le altre attrici che, tramite liposuzioni e botulino, hanno […]

Non si può dire che la principessa Leia Organa Amidala Skywalker di Guerre Stellari, al secolo Carrie Fisher, sia fisicamente invecchiata bene. Lo scontento dei fans della saga era nell’aria e ora gliel’hanno detto in faccia: “cara Carrie ti sei lasciata andare; non hai fatto come le altre attrici che, tramite liposuzioni e botulino, hanno ritardato i danni del tempo sulla pelle del viso e del corpo”.

Certo, nel caso della cinquantanovenne Fisher, questi danni sono oggettivamente più visibili che in altre donne: i connotati attuali rendono difficile anche la semplice riconoscibilità della persona. Non che la Fisher sia diventata brutta. Tutt’altro, ma della principessa amata da Han Solo e figlia di Anakin Skywalker (Darth Vader) rimane ben poco, se non le immagini impresse nella pellicola e nel ricordo dei molti spasimanti.

La Fisher si è schernita sui social: «Vi prego – ha scritto – di smetterla con questa storia se sia invecchiata bene o meno. Ferite i miei sentimenti. Il mio corpo non sarà invecchiato tanto bene quanto me. Va bene. Ma lasciatemi perdere». E ha tentato di spiegare: «Bellezza e giovinezza sono qualità provvisorie dovute al tempo e al Dna. Sono solo di passaggio, quindi non illudetevi». Non male la risposta, se associata a un altro commento anonimo sul web: «Gli uomini non invecchiano meglio delle donne, viene solo permesso loro di invecchiare».

In effetti, al di là delle legittime rivendicazioni femminili sulla bellezza maschile, la donna sembra decisamente più aggraziata, più vicina agli angeli. Più bella insomma. Una perdita di grazia ha, su di lei, un impatto diverso rispetto all’uomo. Non è la stessa cosa cadere da un metro o da dieci metri e la donna pare stia più in alto, almeno esteticamente.

Ebbene, cara Leia, non ti permetteremo d’invecchiare, come ha scritto quel saggio. No, cara principessa di Alderaan, non vedrai l’anzianità, seppur giungesse in veneranda canizie. Non solo, però, per te stessa, ma anche per noi, che abitiamo quel mondo giovane tra le stelle e che, senza te giovane, più non sarebbe – e noi con lui.



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