Ania Goledzinowska e i “Cuori Puri”

Di nuovo, sempre e ancora loro: i convertiti. La buona notizia di questa settimana riguarda un’altra storia di ‘conversione famosa’ che arriva dalla Polonia all’Italia passando per i night-club, eccessi e trasgressioni varie, Medjugorje, la Cattedrale di Vienna e infine il matrimonio. Insomma gli elementi per una fiaba a lieto fine ci sarebbero tutti, narrativamente, […]

Di nuovo, sempre e ancora loro: i convertiti. La buona notizia di questa settimana riguarda un’altra storia di ‘conversione famosa’ che arriva dalla Polonia all’Italia passando per i night-club, eccessi e trasgressioni varie, Medjugorje, la Cattedrale di Vienna e infine il matrimonio. Insomma gli elementi per una fiaba a lieto fine ci sarebbero tutti, narrativamente, e invece è storia vera, verissima. Ma andiamo con ordine: la protagonista di questa storia è una ragazza polacca, Ania Goledzinowska, bella, attraente e spigliata come poche che parte da Varsavia anni fa dopo un’infanzia durissima, fatta di abbandoni e violenze della peggiore specie, e arriva proprio in Italia, a Milano con un sogno: fare la modella e avere successo nell’alta moda. Detto-fatto, se una ha i mezzi e ci sa fare in certi posti niente è impossibile, letteralmente, cosicchè per qualche tempo la ruota sembra girare e il successo arriva sul serio, con soldi mai visti e l’ingresso nel mondo dello spettacolo e la televisione. Serate con i vip e personaggi di grido ma anche droga e sesso facile. Dal mondo la domanda a questo punto è sempre la solita: beh, hai tutto, che cosa vuoi di più dalla vita? La risposta di Ania però, come quella di chi non perde la coscienza della propria dignità nonostante tutto, è la stessa che accompagna l’uomo fin dalla notte dei tempi: in due semplici parole, voglio la felicità, e non è questa. Anzi, come dirà lei stessa anni più tardi, in quel girone di luci e nastrini, “mi sentivo morta dentro”. La svolta arriva nel viaggio della disperazione verso il villaggio dell’Erzegovina giusto dall’altra parte dell’Adriatico: Medjugorje. E’ lì, in un pellegrinaggio straordinario che la ragazza trova finalmente le risposte che cercava, il bisogno di riconciliarsi con Dio e col prossimo, oltre che con se stessa, e l’agognata pace del cuore con l’inizio della conversione. Proprio a lei. Dopo le grandi consolazioni, arrivano anche le prove con il mondo di prima che stupefatto assiste al lavorìo non più tanto nascosto della Grazia. Qualcuno si chiede se stia bene di testa o le abbiano trasmesso idee strane, ma il passo più importante è compiuto. Seguiranno tre anni di vita spirituale in una comunità religiosa, sempre in Erzegovina, quindi – riflettendo sui trascorsi della sua vita passata – la decisione di prendere sul serio il Discorso della Montagna di Gesù laddove il Signore afferma che i puri di cuore sono beati perchè “vedranno Dio” (cfr. Mt 5,8). Nasce così l’associazione “Cuori Puri” con la missione di dedicarsi all’evangelizzazione cristiana dell’amore, a partire dal fidanzamento, con un cammino di formazione e una promessa di castità da mantenere, rivolgendosi perlopiù a un pubblico di giovani e giovanissimi. A lei, polacca, viene in mente la Giornata Mondiale della Gioventù di Roma del 2000 quando fu proprio il ‘suo’ Papa, Giovanni Paolo II, a chiedere ai ragazzi affollati sulla spianata di Tor Vergata d’impegnarsi seriamente con i loro coetanei per vivere e testimoniare la castità. Insieme alle Beatitudini, quella citazione diventerà un po’ il programma di vita della neonata associazione che nasce, ancora a Medjugorje, nel giugno 2011.

Il resto, come si dice, è cronaca recente: l’iniziativa arriva a superare le più rosee aspettative (9000 i ragazzi che hanno già pronunciato pubblicamente la promessa) e si diffonde in Italia, Polonia e Germania interessando anche i Vescovi tra cui addirittura il Primate d’Austria che la chiama a presentare l’iniziativa in pompa magna in Cattedrale, già proprio nella leggendaria Santo Stefano di Vienna. L’ultimo episodio di questa storia, come accennato, è il matrimonio cristiano, celebrato proprio l’anno scorso, mentre le richieste di testimonianze continuano in giro per l’Europa, anche e soprattutto dopo l’uscita del libro autobiografico Salvata dall’inferno, in Italia distribuito dalle edizioni Sugarco di Milano. Certo, chi si dovesse accostare in libreria a un titolo del genere senza sapere nient’altro potrebbe forse essere indotto a pensare all’ennesima trovata pubblicitaria sensazionalistica dell’editoria nostrana per risollevarsi dalla crisi che la attanaglia e invece no, la storia è proprio vera e la protagonista esiste nel mondo reale in cui ci siamo anche noi. E’ per questo che, a nostro avviso, le testimonianze dei convertiti oggi come oggi sono imbattibili: loro sanno benissimo che cosa c’è dall’altra parte, come si suol dire, perchè l’hanno vissuto in prima persona sulla loro pelle. Non hanno bisogno di volare alto con particolari insegnamenti dottrinali o speculativi perchè è la loro vita a parlare per loro e poi, nel caso di personaggi con un’attrazione carismatica sui giovani, esercitano un richiamo immediato con cui nessun altro, se non il Papa e pochissimi altri, potrebbero gareggiare. Siamo seri: chi mai potrebbe riempire un qualsiasi luogo pubblico parlando davanti a tutti senza vergognarsi di pudore e castità tenendo alta l’attenzione? Forse, in questi tempi ‘liquidi e confusi’, la nuova evangelizzazione della cultura, e la relativa apologetica della fede, passano soprattutto da qui.



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