Alla ricerca del buon politico

Le cosiddette “spese pazze” certificate dagli scontrini dei consiglieri regionali sui conti dei gruppi consiliari della regione Friuli Venezia Giulia è solo l’ultimo tassello sul lungo elenco dei comportamenti che i cittadini ormai sono stufi di dover constatare. Contemporaneamente veniamo a sapere le cifre della liquidazione percepita dai deputati della precedente legislatura che non sono entrati nel nuovo parlamento […]

Le cosiddette “spese pazze” certificate dagli scontrini dei consiglieri regionali sui conti dei gruppi consiliari della regione Friuli Venezia Giulia è solo l’ultimo tassello sul lungo elenco dei comportamenti che i cittadini ormai sono stufi di dover constatare. Contemporaneamente veniamo a sapere le cifre della liquidazione percepita dai deputati della precedente legislatura che non sono entrati nel nuovo parlamento o perché non si erano ricandidati, come D’Alema, o perché non sono stati eletti, come Fini. Si tratta di liquidazioni regolari e quindi “dovute” ma ai cittadini suonano lo stesso male, perché non se ne può più.

Eppure non ci si può abbandonare al moralismo, perché si farebbe un cattivo servizio sia alla politica che alla morale.   In pratica, la risposta ai problemi morali della politica non può essere solo morale ma anche politica e non è detto che una “brava persona” sia politicamente affidabile solo perché è una brava persona.  Almeno in questo Machiavelli aveva ragione. Senza contare il pericolo che l’opinione pubblica faccia di ogni erba un fascio, che anche persone che si sono comportate bene siano messe nel mazzo e ne facciano le spese anche in termini politici. Senza contare il populismo di chi si fa qualche piccola riduzione allo stipendio, rinuncia a qualche benefit, non si fa vedere in giro in auto blu e viene immediatamente beatificato e consacrato buon politico.

La politica ha certamente a che fare con la morale. Ma perché i moralisti tirano fuori questo tema solo per condannare qualche ruberia della casta e non per altre questioni almeno ugualmente sostanziali? Non c’è solo l’immoralità politica di farsi  rimborsare spese anomale, c’è soprattutto l’immoralità politica di fare una cattiva politica. Allora non dobbiamo solo cercare le “brave persone”, dobbiamo ricominciare a cercare il buon politico.

Ho l’impressione che l’ultimo voto sia stato espresso sulla spinta di questi equivoci, comprensibili ma non giustificabili.

 



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