All of US Australia, campagna di indottrinamento ai valori LGBT

“Tutti noi” (ALLofUS) è un pacchetto di formazione distribuito nelle scuole australiane agli insegnanti per l’educazione al rispetto per l’omosessualità e transessualità e rivolto a programmi per i bambini di anni 7 e 8.

“Tutti noi” (ALLofUS) è un pacchetto di formazione distribuito nelle scuole australiane agli insegnanti per l’educazione al rispetto per l’omosessualità e transessualità e rivolto a programmi per i bambini di anni 7 e 8. Lanciato il mese scorso per  educare gli studenti ad avere consapevolezza del bullismo e della discriminazione e per rispettare l’identità dei loro compagni di classe LGBT.

Si tratta di una risorsa completa, con video, poster, esercizi per gli studenti e una guida per gli insegnanti per ogni unità didattica.

Tuttavia, le statistiche sulle dimensioni di questa minoranza LGBT, le cifre fondamentali che giustificano l’esistenza stessa del programma, sono sbagliate.

I dati su cui si fonda la campagna e il programma scolastico sono infondati e fantasiosi, i fatti dimostrano ben altro. Qui prodest? Si vuole indottrinare i bambini e gli adolescenti?

Prima di tutto, quale parte della popolazione è omosessualmente attratta?

A pagina 8 del libretto per gli insegnanti, si afferma molto chiaramente che “il 10% delle persone sono attratte dallo stesso sesso”. Questo è supportato da una monografia, la quinta indagine nazionale degli studenti delle superiori australiani e la salute sessuale, pubblicato dal Centro di Ricerca australiano sulla Salute Sessuale della Università La Trobe.

Tuttavia, nemmeno un dato nella ricerca della Università mette in evidenza questo risultato del 10%.  Allora, qual è la sua fonte?

A pagina 23, l’indagine de La Trobe University afferma che “una percentuale del 6% complessivo (8% dei ragazzi, 4% delle ragazze) ha dichiarato di essere attratto esclusivamente a persone dello stesso sesso”. Inoltre, il 4% (4% maschi e 5% delle ragazze), sono stati incerti circa la loro attrazione sessuale.

Il 10% di cui parla nel programma ‘Tutti noi’, per giustificarne l’introduzione nei programmi scolastici, potrebbe forse essere dato dalla sommatoria del 6% e del 4%. La cosa sarebbe totalmente scorretta e scientificamente infondata sotto ogni punto di vista.

Allo stesso modo, a pagina 8 del libretto per gli insegnanti, si afferma con enfasi che “circa il 4% delle persone si definiscono di ‘sesso diverso’ o ‘transgender’”. Questo è supportato da una nota che rimanda a una ricerca tra gli studenti delle scuole secondarie compiuta in Nuova Zelanda, ‘La salute e il benessere’, 2012.

Anche questo dato della pubblicazione del kit ‘Tutti noi’ è infondata, a meno che anche in questo caso non si sommino i due dati della ricerca neozelandese. In essa infatti si rileva che “circa l’1% degli studenti ha riferito si sentirsi transgender” e “circa il 3% non ne erano sicuri”.

Prendendo atto di questi errori grossolani che sono alla base della giustificazione del nuovo programma scolastico ‘Tutti noi’, cosa dobbiamo pensare delle vere finalità del programma stesso?

Che tutti i bambini che sono perplessi circa la loro identità sessuale sceglieranno di vivere o saranno indotti a vivere come omosessuali o transessuali? Che le immagini seducenti dello stile di vita LGBT, così presenti nelle pubblicazioni del programma “All Of Us” saranno una sorta di terapia di conversione inversa?

La guida “All Of Us” dice che i valori su cui si basano sono tratti da  una “ricerca australiana e una internazionale”. Questa è una sciocchezza. Le due note sono solo Report basati su indagini sociologiche parziali, tra l’altro nemmeno citate correttamente dai promotori dei programmi ‘Tutti di Noi’.

Gli stessi autori dello studio australiano fatto alla Università La Trobe, hanno anche ammesso di aver avuto notevoli difficoltà nel reclutamento di un numero sufficiente di studenti tra i 10 e i 12 anni per le interviste.

Per aumentare la partecipazione degli studenti, si è fatto ricorso a un sondaggio on-line attraverso le reti di social media e tramite Facebook. I sondaggi online sono notoriamente imprecisi e si prestano a falsificazioni eclatanti.

La Safe Schools Coalition, coalizione di NGO’s che ha promosso questo nuovo programma scolastico, avrebbe potuto utilizzare i dati forniti sulla popolazione LGBT dal più noto think tank, l’Istituto Williams presso la UCLA Law School in California. E’ un istituto “dedicato a condurre  rigorose ed indipendenti di ricerche sull’orientamento e l’identità di genere legge sessuale e l’ordine pubblico”. La scheda della ricerca è disponibile liberamente e ha per titolo : “Come molte persone sono lesbiche, gay, bisessuali e transessuali?” .

L’autore, Gary J. Gates, è un noto demografo americano specializzato in tematiche LGBT il cui lavoro è stato utilizzato nei casi in US Supreme Court.

Sorprendentemente, i dati scientifici di Gates ‘sono molto, molto più bassi di quelli citati nel programma “All Of Us”: “Si stima che il 3,5% degli adulti negli Stati Uniti si identificano come lesbiche, gay o bisessuali e si stima che 0,3% degli adulti sono transgender”.

Se la ricerca scientifica di Gates è corretta, la cifra fornita dal programma “Tutti di noi” sulle persone attratte dallo stesso sesso è il 180% troppo alta e nei riguardi delle persone ‘transgender’ eccede del 1200% Gli anni dell’adolescenza sono un momento turbolento per i bambini. E’ necessario in questa fase della loro vita che vengano educati alla verità e all’equilibrio, non certo a programmi che si fondano  su dati fantasiosi per promuovere e non rispettare un minoranza.

Michael Cook, editorialista di punta di Mercatornet, rivista online australiana, non solo sta seguendo da vicino l’evoluzione del dibattito, ma ne ha recentemente e brillantemente scritto.

di Luca Volontè

Fonte: http://www.matchman-news.com



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