Aleppo sotto le bombe. «La Chiesa scompare e l’Occidente ci ha tradito»

La voce dei cristiani della seconda città più importante della Siria, accerchiata da ribelli e dall’Isis, è raccolta in un prezioso reportage di Boulevard Voltaire

«Come può il mondo accettare che ci sia un’altra città divisa in due come Berlino? L’Europa cristiana ci ha tradito». La voce dei cristiani di Aleppo, raccolta in un prezioso reportage di Boulevard Voltaire, è carica di dolore e rammarico. La parte di città controllata dal governo continua a soffrire il freddo e la sete, ma nessuno ci fa più caso perché questa situazione va avanti da quattro anni.

L’OBIETTIVO DEI RIBELLI. La giornalista Charlotte Ornellas gira l’Aleppo governativa, la più popolata e abitata anche dai pochi cristiani rimasti, martoriati dai quotidiani missili e bombe tirati dai ribelli. Palazzi distrutti e case sventrate dominano ovunque il paesaggio. «I ribelli ci accerchiano», spiega il deputato indipendente di Aleppo, Pierre Merjaneh. «Hanno il controllo delle centrali di pompaggio dell’acqua e quella dell’elettricità. Ci tagliano i rifornimenti perché il loro obiettivo è sradicare le radici cristiane dal paese e dall’Oriente».

MORIRE DI FREDDO. Tanti in questi giorni muoiono di freddo. Come affermato da padre Fadi Najjar, sacerdote greco-melchita, «solo nelle ultime due settimane abbiamo avuto 30 funerali. Troppi». L’arcivescovo Jean-Clément Jeanbart è a capo della diocesi da 20 anni: «Io soffro per la morte delle persone, per questa vita difficile che i nostri fedeli, privati di tutto, sono costretti a fare. Ma la più grande sofferenza, il mio più grande dispiacere, è vedere la Chiesa sparire», ammette.

«L’OCCIDENTE CI HA TRADITO». I cristiani ad Aleppo sono ormai poche migliaia. Tanti sono morti, tantissimi sono partiti e per padre Najjar anche l’Occidente ha le sue responsabilità: «Mi dispiace vedere i cristiani che se ne vanno. Purtroppo paesi come il Canada facilitano le partenze e questo è un tradimento da parte dell’Occidente. Qui è cominciato il cristianesimo e qui vogliamo restare». Anche monsignor Jeanbart critica l’Europa: «Noi abbiamo bisogno di essere aiutati, non uccisi. Nessuno ha più diritto di noi di restare in questo paese».

TEOCRAZIA SUNNITA. Ma quando l’Occidente, in particolare la Francia, chiede nei processi di pace che il dittatore Bashar al-Assad se ne vada, non aiuta: «Se noi preferiamo sostenere il governo oggi è perché temiamo l’istituzione di una teocrazia sunnita che ci priverebbe del nostro diritto di vivere qui», spiega l’arcivescovo. «Tra l’Isis e il governo la nostra scelta è presto fatta. L’Europa dovrebbe ascoltarci, vedere quello che viviamo e poi giudicare. Il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha detto che Assad non merita di stare sulla terra. Chi si crede di essere? Dio Padre?».

«BISOGNO DI EDUCAZIONE». Oggi il compito principale della Chiesa, che fornisce acqua a migliaia di persone quando questa viene tagliata dai ribelli e borse di studio ai giovani per imparare un lavoro o continuare gli studi, è stare vicino ai fedeli educandoli: «La gente ha bisogno di educazione spirituale ed umana. Chi resta non deve pentirsi di averlo fatto. Tanti cristiani sono fieri di essere rimasti qui».

di Leone Grotti

Fonte: http://www.tempi.it



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