Al servizio di malati e poveri

Il Premio Bontà H.M. Cole è stato assegnato ad Albina Benevoli Gomiselli, parrocchiana della Beata Vergine delle Grazie. La cerimonia della premiazione si è tenuta martedì 17 dicembre nella sede del premio Pianciamore.

Foto di Andrea Lasorte

«Io posso dire che per me è una persona veramente splendida, di una disponibilità eccezionale», dice una collega che la conosce da tanti anni. «Ha lavorato molto come crocerossina, un tempo per l’assistenza domiciliare, poi all’Andos, per aiutare le donne operate al seno, e ancora come monitrice di primo soccorso ai ragazzi della scuola media». Ha un cuore grande Albina Benevoli Gomiselli. Un cuore di madre, aperto a tutti, in particolare ai poveri della parrocchia della Beata Vergine delle Grazie. Negli anni ha dato vita a molte iniziative per reperire fondi con cui poterli aiutare più efficacemente, si è occupata del vestiario e di altre forme di aiuto. Soprattutto dona il meglio di sé nell’accogliere affabilmente chiunque bussa alla porta della Caritas parrocchiale. A lei è andato il Premio della Bontà Hazel Marie Cole per la terza linea, cioè quella dedicata a chi si dona alle persone non autosufficienti.

Ora Albina ha dovuto diradare l’impegno attivo in parrocchia perché è impegnata nell’assistenza all’anziana suocera di 102 anni che è ospite a casa loro. Suo marito Flavio, che per tanti anni aveva navigato come direttore di macchina, dopo il pensionamento aveva affrontato gli studi per diventare diacono permanente al servizio della Chiesa tergestina. Aveva ricevuto l’incarico di coordinare il servizio religioso ai funerali di via Costalunga e possiamo dire che ha svolto tale delicato compito con alto senso di responsabilità finché ha dovuto smettere per gravi motivi di salute. Albina con grande pazienza e abnegazione assiste pure lui.

La cerimonia della premiazione si è tenuta martedì 17 dicembre nella sede del premio Pianciamore. Oltre ad Albina, la giuria, presieduta sempre dalla marchesa Etta Carignani, ha ritenuto di premiare don Stefano Nastasi di Lampedusa, su segnalazione di un suo collega di Gradisca, per l’incessante attività svolta a favore dei migranti sbarcati sull’isola.

Ornella Pesaro di Trieste è stata scelta per l’attività svolta a favore dell’associazione “Si può fare” che opera nell’ambito del disagio sociale minorile e della sofferenza familiare in particolare.

Nadia Orlandi di Roma è stata segnalata per la sua attività costante a favore delle famiglie di ragazzi che presentano diverse tipologie di disabilità motorie, percettive e comportamentali.

Infine Primo Rovis ha avuto una speciale menzione per la sua ben nota sensibilità e generosità.

A chiusura dell’anno 2013 la Fondazione ha raggiunto il totale di 253 premi, 59 alla prima linea (atti di bontà da parte di giovani nell’ambito della scuola elementare e media inferiore), 132 alla seconda (aiuti economici a giovani, provenienti da Paesi in via di sviluppo, vincitori di borse di studio per il Collegio del Mondo Unito di Duino) e 62 alla terza (49 da Trieste, 3 da Gorizia, 19 dalla Sicilia, 12 dalla Campania, 2 dalla Calabria, 2 dal Piemonte, 8 dal Lazio, 3 dal Veneto, 1 dalla Toscana, 3 dall’Emilia Romagna, 7 dalla Puglia, 4 dalla Lombardia, 2 dal Molise, 1 dalla Basilicata, 1 dall’Umbria, 1 dalle Marche, 2 dalla Sardegna e 1 dall’Abruzzo).

Ricordiamo che Hazel Marie Cole è mancata all’affetto dei suoi cari nel febbraio 1999 e che ogni anno la famiglia Pianciamore la onora in questo modo così esemplare: è la bella notizia del Natale 2013.

 



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