Addio Charlie: non smetteremo mai di lottare contro il Mostro che ti ha ucciso

Alla fine ha combattuto da solo, come tutti i veri combattenti, ma anche prima era stato appoggiato da pochi, e tra questi pochi non c’erano molti uomini di Chiesa.

I genitori di Charlie Gard hanno spiegato cosa è avvenuto da quando è definitivamente prevalsa la volontà dello Stato di sopprimere una vita innocente solop4rché disabile. Lo hanno fatto in una intervista di cui è possibile conoscere i contenuti anche in italiano. Il bambino – riferiscono i genitori – ha combattuto per ben dodici minuti dopo che gli è stato tolto il respiratore dal nasino. Un calvario avvenuto proprio di Venerdì, come quello di nostro Signore.

Il piccolo Charlie ha combattuto fino alla fine contro l’orrore di una morte decretata e imposta da uno Stato Leviatano. Alla fine ha combattuto da solo, come tutti i veri combattenti, ma anche prima era stato appoggiato da pochi, e tra questi pochi non c’erano molti uomini di Chiesa.

Chissà l’indifferenza generale cosa conserverà di Charlie. Noi ci associamo a quanto postato su Faebook da Assuntina Morresi: “Charlie è tornato a casa. Morto. Sul Daily Mail l’ultimo racconto dei suoi genitori. Si fa fatica a leggerlo, onestamente. Si fa anche fatica a trattenere la rabbia, mentre scendono le lacrime. A fatica trattengo tutti quei commenti nei confronti del Gosh & C. (dove C. sta per Complici) che mi farebbero immediatamente andare in galera. Addio, Charlie, resterai sempre nei nostri cuori. Ma ti prometto che non smetterò mai, mai, mai, di lottare contro il mostro che ti ha ucciso, e che non è la tua malattia. E’ il mostro che sta attanagliando il nostro continente secolarizzato, vecchio e infecondo, che non è più in grado di accettare limiti e imperfezione, e per questo non è più in grado di proteggere la vita umana, e le si rivolta contro. E’ il  mostro del favor mortis”. 

Da parte nostra aggiungiamo che per combattere contro questo mostro, bisogna anche combattere contro altri mostri concreti, uno di questi è lo Stato quando si incarica di eseguire sentenze di morte che esso stesso ha pronunciato.



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