Aborti e vendita di organi fetali

E’ agghiacciante ciò che dice una ricercatrice conosciuta a livello internazionale su come si possano ( e si debbano) mantenere intatti gli organi delle vittime dell’aborto. Tenerli intatti serve per la ricerca, soprattutto sulle cellule staminali.

Parla la dottoressa Theresa Deisher, famosa nella comunità scientifica per aver scoperto cellule staminali adulte nel cuore umano. Chi è debole di stomaco non legga oltre.

La dottoressa, in un’intervista a Breitbart News riportata da LifeNews, sostiene che ai fini della ricerca il cuore umano deve essere pulito e immerso in una particolare soluzione fisiologica entro 5 minuti dalla morte. Addirittura in alcuni casi il cuore battente viene inserito in un’apparecchiatura che continua a farlo battere per un po’, per agevolare la procedura di pulitura e preparazione suddetta.

Il fatto che questo si faccia con il cuore di persone “morte cerebralmente” già suscita in alcuni delle perplessità .

Nel caso degli aborti, ciò vuol dire che probabilmente gli abortisti tengono il bambino vivo, a cuore battente, finché non gli viene espiantato il cuoricino.

Le società biomediche asseriscono esplicitamente di aver bisogno di organi di bambini di almeno 20 settimane. D’altro canto nei video pubblicati dal CMP i funzionari di Planned Parenthood dicono esplicitamente che loro sono in grado di “aggiustare” le procedure abortive per ottenere organi intatti o addirittura feti intatti, col cranio intatto.

Nel primo video la Nucatola parla di “corpo calloso (quindi cranio) intatto”: l’abortista è in grado di inserire le pinze chirurgiche nel punto adatto a non rovinare gli organi da vendere.

Nel quinto video la Farrell dice come la Planned Parenthood sia in grado di fornire feti interi perfettamente intatti (nati vivi). E sottolinea come loro siano in grado di modificare i protocolli e le procedure abortive al fine di ottenere intatto tutto ciò che è definito nel contratto con l’acquirente. Certo, costerà un po’ di più…

In America, nonostante la scarsa copertura mediatica dello scandalo,  il Congresso sta investigando sui reati che tutto questo commercio configura e sulle connessioni e connivenze tra l’amministrazione Obama e la Planned Parenthood in materia. A livello locale sono 12 gli Stati federati che hanno avviato indagini analoghe e 5 hanno sospeso i finanziamenti pubblici a Planned Parenthood.

Intanto LiveAction ha raccolto la testimonianza di una donna di nome Nancy che ha raccontato come in una clinica PP di Washington, l’abbiano praticamente costretta a firmare il modulo con cui “donava” i resti del “prodotto del concepimento” alla ricerca. “Non è un bambino” diceva l’infermiera, “noi non riteniamo che sia un bambino”. La donna a quel punto voleva mollare tutto, ma si trovava già sul lettino operatorio e gli dissero che era troppo tardi, perché ormai la procedura era cominciata. Quel che segue è stato orribile. Chi ha lo stomaco e sa l’inglese, può leggerlo qui.

Questa testimonianza conferma quella della O’Donnel, nel sesto video del CMP : anch’ella diceva che PP vende gli organi fetali senza il consenso delle madri.

Consentite una considerazione personale a margine.

Chi scrive ha cominciato ad impegnarsi per la tutela dei diritti umani e della vita dopo aver conosciuto la tragica realtà cinese della politica del figlio unico e del commercio di Stato degli organi dei condannati  a morte, grazie alla Laogai Research Foundation.

Certe cose potevano accadere in Cina, per via della “disumanizzazione” causata da quasi 70 anni di ateismo di Stato. “In un Occidente,  fondato sulle famose “radici giudaico – cristiane”, certe cose sono inconcepibili”, pensavo. “Sulle monete americane, poi, c’è scritto ‘In God we trust’ “… e invece …

di Francesca Romana Poleggi

Fonte: http://www.notizieprovita.it



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