La Speranza di un popolo

Presentato a Roma, presenti Angelino Alfano, Raffaele Bonanni e Antonio Polito l’Appello politico agli Italiani “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo” dell’Osservatorio cardinale Van Thuan. Il saluto dell’Arcivescovo Crepaldi.

Mercoledì, 14 maggio 2014, è stato presentato a Roma l’Appello politico agli italiani “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo” (Cantagalli, Siena 2014) dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan. Ne hanno parlato il ministro degli Interni Angelino Alfano, il segretario generale della CISL Raffaele Bonanni e il giornalista Antonio Polito. Ha pronunciato un indirizzo di saluto l’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi, verscovo di Trieste e Presidente dell’Osservatorio. Un saluto è stato anche portato da Carlo Costalli, Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, che ha collaborato all’evento e dal dott. Giuseppe De Lucia Lumeno, segreterio della Associazione tra le Banche Popolari in qualità di ospitante, essendlo che l’incontro è avvenuto a Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù, nelle sede di rapresentanza della Banca Popolare. Molti i partecipanti, numerosi i parlamentari presenti.

Pubblichiamo il discorso di saluto introduttivo ai lavori dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi.

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Porto volentieri il mio saluto prima di tutto agli insigni partecipanti a questa tavola rotonda, il Ministro dell’Interno onorevole Angelino Alfano, il segretario generale della Cisl Dottor Raffaele Bonanni e al Direttore Antonio Polito che ha accettato di coordinare i lavori di questa sera. Un vivo ringraziamento al Dott. Giuseppe De Lucia Lumeno, Segretario generale dell’Associzione tra le Banche Popolari, al Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Dottor Carlo Costalli e all’editore David Cantagalli che hanno permesso la  realizzazione di questo importante momento di riflessione politica. Grazie anche a tutti i presenti, tra i quali vedo molti amici, romani e non.

Cosa ha a che fare un Vescovo con un Appello politico agli Italiani? Così, infatti, abbiamo chiamato l’Appello “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo” che qui presentiamo e discutiamo stasera. L’Appello è frutto dell’Osservatorio di dottrina sociale della Chiesa Cardinale Van Thuan, creato dieci anni fa e che ho l’onore di presiedere. E’ una sintesi, potrei dire, di questa sua attività decennale. Ecco allora cosa ha a che fare un Vescovo: l’orizzonte di questo documento che oggi presentiamo è la Dottrina sociale della Chiesa. Non ci sono citazioni nel testo, ma chiunque lo legga è in grado di cogliere in esso i rimandi teorici per questa proposta pratica. Perché si tratta di un Appello politico, quindi una propsta di scelte o, meglio,  di strade da battere. L’Appello non entra nei dettagli tecnici o operativi, ma si assume comunque la responsabilità del pratico, indicando piste di azione.

Quando dagli aspetti dottrinali della Dottrina sociale della Chiesa si scende al pratico si entra nell’ambito delle scelte in parte prudenziali e discrezionali. Il nostro Osservatorio corre questo rischio sapendo di correrlo. Del resto la Dottrina sociale della Chiesa ha un essenziale aspetto pratico e perfino “sperimentale”.

Perché abbiamo redatto questo Appello? Per un senso di responsabilità che il nostro Osservatorio sente verso il nostro Paese, che è obiettivamente “smarrito”, e per il nostro Popolo che coltiva ancora energie e speranze. Lo abbiamo fatto anche per la realtà ecclesiale italiana e per i tanti cattolici che, nello smarrimento, sentono che una voce di speranza deve venire dal proprio mondo e dalla Chiesa.

L’Appello non è un elenco di problemi, non è nemmeno un insieme di ricette. Meno che meno è la solita elencazione di valori. E’ una proposta organica con delle scelte strategiche molto chiare. Non andrà bene per tutti. Né lo abbiamo scritto perché vada bene per tutti. 

L’Osservatorio Cardinale Van Thuan non è un soggetto politico e nemmeno prepolitico. E’ un centro di ricerche e di studio sulla Dottrina sociale della Chiesa. So bene che un Appello come questo non può essere solo letteratura, ma proprio per la sua praticità, in senso etico e politico alto, richiederebbe dei soggetti che lo mettano in pratica, in senso etico e politico.  L’Osservatorio non può essere uno di questi soggetti. Ad ognuno il suo. Ciò non toglie che, licenziandolo, non auspichiamo che altri – impegnati sul fronte etico e politico – si facciano carico della sua realizzazione.  Ad essi non faremo mancare la nostra collaborazione.



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