5 a 4: il cattolico fa la differenza

“Un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra Nazione”. Questo il titolo del comunicato con cui i Vescovi degli Stati Uniti commentano la sentenza della Suprema Corte sulla costituzionalità del matrimonio fra persone dello stesso sesso.

“Un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra Nazione”. Questo il titolo del comunicato con cui la Conferenza dei Vescovi degli Stati Uniti (USCCB) commenta la sentenza della Suprema Corte USA chiamata a pronunciarsi in merito alla costituzionalità del matrimonio fra persone dello stesso sesso. (Vita Nuova approfondirà l’argomento nel numero in edicola il 5 luglio). Con una maggioranza di 5 voti su 9 votanti la Suprema Corte ha “bocciato” il “Defense of Marriage Act” (Doma), la legge federale del 1996 firmata dall’allora Presidente Clinton che definiva il matrimonio esclusivamente come unione tra un uomo e una donna. Le immediate conseguenze sono che i “coniugi” dello stesso sesso regolarmente “sposati” negli Stati che riconoscono il matrimonio omosessuale potranno usufruire in tutto il suolo federale degli stessi benefici delle coppie “naturali” in merito agli sconti fiscali per le famiglie, alla reversibilità delle pensioni, all’esenzione dal pagamento dalla tassa di successione, alle spese sanitarie.

Durissimo il comunicato dei Vescovi statunitensi che dice chiaramente che la Corte si sbaglia perché non riconosce la verità. La verità sul matrimonio è di essere l’unica unione duratura fra un uomo ed una donna che garantisce gli eventuali figli nati da questa unione.

Il comunicato aggiunge che “la differenza fra un uomo ed una donna sono importanti”, affermazione culturale che deriva dalla natura umana, dal senso comune e dal sapiente disegno di Dio..

“Ora è il momento di rafforzare il matrimonio, non di ridefinirlo” prosegue il comunicato, che rimanda al capitolo 19 del Vangelo di San Matteo per ricordare la “verità impopolare” proclamata da Gesù sul matrimonio che però tutti possono capire.

I Vescovi terminano invitando i leaders ed il popolo di quella grande nazione ad unirsi ed a pregare affinché venga promosso l’unico significato del matrimonio: un uomo, una donna, per la vita.

A margine va segnalato l’entusiasmo con cui il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha accolto la notizia. Un entusiasmo che spiega il perché parte dei Vescovi si fossero apertamente schierati contro la sua elezione alle ultime elezioni presidenziali.

Da ultimo c’è da notare che la Corte Suprema ha ottenuto la maggioranza per il voto del giudice “cattolico” Anthony Kennedy che si è schierato a fianco dei giudici “liberal” contro gli altri quattro giudici di orientamento cattolico.



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