4 Salti in padella omosex

La Findus inaugura la pubblicità chiaramente omosex. Scopo e’ vendere il prodotto a single e coppie benestanti disposte a fare 4 salti in padella secondo le tendenze dei vip. Famiglia addio.

30 secondi di pubblicità possono far parlare e scrivere tanto: sono fatti per questo. Un esempio: l’ultima pubblicità della “Findus” per la campagna “4 salti in padella”. La sorpresa finale c’è in uno spot in cui le voci sono fuori campo e mai si vedono i volti dei personaggi, ma solo i prodotti confezionati o in fase di preparazione nel forno a microonde o nel piatto di una tavola imbandita: il figlio ormai adulto che invita la mamma a cena a casa sua dichiara che il “coinquilino” in realtà è il suo “compagno” con la mamma che risponde: “l’avevo capito”.

La campagna, creata dall’agenzia pubblicitaria “Havas Wordwide Milan” è la prima in Italia esplicita sull’argomento.
Reazioni di entusiasmo sono piovute dai rappresentanti delle organizzazioni LGBT con chi plaude all’iniziativa ponendo lo spot come esempio di comunicazione per le imprese o chi nello spot riconosce “la dimostrazione di una società che è già cambiata.”
Pochi i giudizi critici rivolti verso questo spot, forse per paura di passare per “omofobi”. Non manca comunque chi già propone boicottaggi verso i prodotti Findus e i prodotti delle aziende consociate.
Parto proprio da questo aspetto: il “boicottaggio”. In Italia il boicottaggio non è mai stato uno strumento di ricatto: i consumatori italiani non capiscono questo modo di protestare e hanno la memoria corta non riuscendo a rinunciare ai prodotti cui sono affezionati. Facile comunque pensare che una azienda come la Findus abbia già saggiato il terreno con opportuni sondaggi per vedere l’effetto che un simile spot può avere sugli acquirenti. La  Algida, ad esempio, ditta che produce i noti “Cornetti”, non ha proposto per l’Italia lo spot olandese in cui si vede nascere un “amore omosessuale” su un campo di tennis, preferendo per il pubblico italiano quello relativo alla nascita di un amore a prima vista di tipo “eterosessuale” ed è stata per questo molto criticata dalle lobby LGBT.
Alla Findus devono aver considerato il tipo di consumatori cui si rivolge con i suoi prodotti di qualità, ma anche di fascia di costo medio-alta. Le famiglie, magari monoreddito, con figli difficilmente acquistano questa classe di prodotti, che trovano un maggior numero di acquirenti fra i single benestanti o le coppie con due stipendi e senza quei figli che potrebbero addirittura disdegnare un prodotto elaborato come i “4 salti in padella”. Una pubblicità che va bene per le coppie omosessuali, quindi.
Uno spot che segue e condiziona i costumi. Se l’obiettivo è far sì che lo spettatore si riconosca nei personaggi dello spot, è interessare notare che il “compagno” viene presentato alla sola madre e non ai genitori: il “lo avevo capito” è solo della mamma. Il papà che fine ha fatto? Un altro spaccato di una società che cambia, in cui la famiglia non esiste più.
E’ inutile scandalizzarci davanti a questa pubblicità. Dobbiamo guardarla con spirito critico, spiegarla ai nostri figli ed amici, spiegare cos’è una coppia omosessuale esprimendo loro le nostre perplessità. Non è sufficiente che “ci sia l’amore”: c’è bisogno anche di qualcos’altro per formare una coppia ed una famiglia.
Triste, da ultimo, sentire la frase della madre con cui si conclude lo spot: “Ed è anche un ottimo cuoco”. Chi? Chi scongela correttamente un surgelato?



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