Arte e Fede oggi a Trieste

Nella conferenza stampa di martedì 10 settembre, l’arcivescovo ha illustrato due importanti iniziative diocesane: Arte e Fede oggi a Trieste, con varie iniziative di incontro tra fede cristiana ed artisti, e la prossima Festa di Vita Nuova

Una conferenza stampa a più voci, nella mattinata di martedì 10 settembre. Finalmente concordi nel comune riconoscimento di come fede e arte vanno d’accordo. Non due mondi separati e inconciliabili, ma due realtà distinte che tra loro sono reciprocamente connesse, tanto da costituire, come osservava Giovanni Paolo II, «un’alleanza feconda».

A tessere questo dialogo proficuo per promuovere un clima di rinnovato interesse tra il mondo della fede e dell’arte, tra la Chiesa tergestina e la città, è stato il nostro Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi. La risposta non si è fatta attendere. Anzi è stata siglata un’intelligente collaborazione che ha dato vita a una sorta di “umanesimo cristiano”. Così che le varie espressioni di cultura e di arte hanno ancora una volta dimostrato l’intima affinità con la fede.

Da questa rinnovata intesa, la Diocesi ha promosso l’iniziativa culturale “Arte e fede oggi a Trieste”, con l’intenzione di «riprendere un cammino che è stato secolare e ha caratterizzato la storia della Chiesa – ha affermato l’Arcivescovo – e che nella modernità si era anche interrotto». Un segnale forte per dire come la valorizzazione della bellezza è «la strada della fede e dell’incontro con Dio».

Il nuovo evento, che si colloca a coronamento nell’Anno della fede, si snoda in un percorso che arricchisce la conoscenza del patrimonio culturale e rende un servizio a vantaggio del bene comune. Dal 23 settembre al 6 ottobre, si allestiranno due mostre, una sulle arti visive e letteratura nella Sala del Giubileo, e un’esposizione fotografica all’ingresso del Palazzo Vescovile. L’ultimo appuntamento sarà sulla “musica come riflessione”, il 6 ottobre, presso la chiesa di Notre Dame de Sion.

Nella brochure, preparata dalla Diocesi, che presenta i molteplici ambiti artistici dalle arti visive alla fotografia, dalla letteratura e poesia alla musica e recitazione, sono indicati i nomi delle persone che hanno concorso alla realizzazione della singolare congiuntura per la nostra città. «È un parterre di grande livello e qualità», ha rilevato mons. Crepaldi, «e di persone che con grande generosità si sono offerte a portare avanti questa iniziativa diocesana».

Alcune di esse, convenute al tavolo della conferenza stampa, hanno illustrato un discorso qualificante del rapporto tra arte e fede. A partire dall’analisi della situazione contemporanea, contrassegnata spesso da un distacco dal sacro, il prof. Franco Rosso ha evidenziato in quale modo «la fede è ispiratrice sul piano della creatività» e di pari passo «l’arte, quando si confronta sui temi fondamentali dell’esistenza, assume sempre una forte valenza religiosa e diventa un percorso imprescindibile di riflessione e di spiritualità».

Se questo è il messaggio che proviene dalle arti visive, non di meno è quello dell’arte fotografica che «coglie gli istanti e i momenti», dando modo agli autori di «dare un concetto visivo a un’idea» in rapporto alla fede, come ha spiegato Claudio Urizzi.

Nel campo letterario il prof. Enrico Fraulini ha messo in luce l’aspetto su come «l’arte, la narrativa, la poesia sono gli elementi fondamentali che ci portano a conoscere quello che sta dietro alle apparenze di questo mondo, che in fondo è un mondo relativista», perché «un’arte senza valori non è destinata a durare nel tempo».

Dal versante delle arti figurative e letterarie, si passa alla constatazione della valenza della musica che, al dire del maestro Ennio Guerrato, «ha sempre significati alti». Una considerazione che ha trovato seguito nel ragionamento dell’artista triestino Francesco Gusmitta: «Credo che il teatro nel mondo laico sia atto allo sviluppo della mente, del cuore e dell’anima». E proprio per questo, quando il teatro viene meno alla trasmissione di un contenuto «è giusto che io riporti a riscavare un senso sacrale – ha concluso Gusmitta – per dare un segnale alla comunicazione che manca di etica».

Durante l’incontro con gli artisti, l’Arcivescovo ha annunciato l’inedita iniziativa del nostro settimanale che promuove la “Festa di Vita Nuova”, nelle giornate del 26 e 27 settembre, presso il Centro pastorale Paolo VI. «Il nostro giornale – ha osservato mons. Crepaldi – è anche un’avventura intellettuale e umana».

(foto di Andrea Lasorte)



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