18 istituti scolastici passano dalla Provincia di Trieste all’UTI Giuliana, cioè al Comune di Trieste

Mentre nel resto d’Italia continuano a sopravvivere le Province (lasciate senza soldi dal governo) il Friuli Venezia Giulia prosegue con la sua idea delle UTI, che Vita Nuova ha ampiamente criticato.

È fatta: da ora in poi gli immobili dei 18 istituti scolastici superiori un tempo facenti capo all’ex Provincia di Trieste saranno gestiti dall’Uti Giuliana, più precisamente dal Comune di Trieste, visto che i palazzi si trovano tutti all’interno di questo territorio. L’accordo con la Regione è stato definito ieri, giovedì 30 marzo, con la sottoscrizione del’intesa da parte del presidente dell’Uti interessata, Roberto Dipiazza, e l’assessore regionale alle Autonomie locali e coordinamento delle riforme Paolo Panontin. L’atto sarà ratificato oggi, venerdì 31 marzo, dalla Giunta del Friuli Venezia Giulia, e avrà decorrenza dal 1° aprile.

L’intesa prevede l’eredità, da parte del Comune di Trieste, di tutte le competenze un tempo affidate alla Provincia in materia di edilizia scolastica, di istruzione e di tutto quel che concerne l’uso di sedi e attrezzature, quindi manutenzione ordinaria e straordinaria, risorse finanziarie (garantite dalla Regione), personale, beni mobili, procedimenti amministrativi, rapporti giuridici attivi e passivi compresi.

«Oggi (ieri, ndr), assieme all’Assessore Panontin, abbiamo sottoscritto l’intesa sul piano di subentro dell’Uti Giuliana nelle funzioni dell’ex Provincia per quanto riguarda la gestione delle scuole superiori della nostra città. Con ciò il Comune di Trieste si assume un nuovo onere e un nuovo onore», è stato il commento del sindaco di Trieste e presidente dell’Uti Roberto Dipiazza. «Sarà un compito molto serio — ha poi proseguito — poiché sappiamo che diversi edifici non sono a norma o comunque hanno bisogno di cure importanti. Ora verrà fatta una ricognizione sul loro stato, ma è noto che parecchi di questi sono molto vecchi, per cui saranno necessari significativi interventi di recupero, da eseguire con l’indispensabile aiuto della Regione: una collaborazione e un supporto fondamentali, se vogliamo conseguire l’obiettivo dell’effettivo restauro di queste sedi e del loro pieno ripristino in condizioni di sicurezza ed efficienza». Tra i dettagli dell’accordo, infatti, figura anche l’impegno per un attento esame di ricognizione al fine di stabilire la situazione degli immobili in questione che, generalmente vetusti, suggeriscono un’opportuna valutazione degli interventi manutentivi da programmare, al di là da quelli già previsti dall’ex Provincia. La valutazione dovrà essere realizzata prima del definitivo trasferimento di proprietà.

Soddisfazione anche da parte dell’assessore regionale Paolo Panontin: «Con l’intesa per Trieste — ha affermato — si è chiuso un lungo percorso che ci ha visto condividere con le amministrazioni interessate i protocolli che accompagnano il trasferimento delle funzioni della gestione dell’edilizia scolastica di secondo grado dalle Province alle Unioni. Nei prossimi mesi ci attende una fase di ulteriore “accompagnamento” per fare in modo che l’interesse primario degli studenti e delle loro famiglie di disporre di edifici scolastici funzionali e sicuri sia in tutto garantito».



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